Istituto Coletti - Vacances Scolaires Gouv - Calendrier Scolaire - Dates des vacances France

Chi siamo

L’Istituto Coletti è un ente pubblico che offre assistenza sociale e tutela, a Venezia, a supporto di coloro che si trovano in condizioni di difficoltà oggettiva, soprattutto persone di età minore, o giovani adulti.

Viene offerta assistenza ai giovani che:

L’ente promuove la programmazione e gestione di iniziative volte a:

Organico

 Consiglio di amministrazione

Dott. Paolo Stocco - presidente
Dott. Domenico Casagrande - consigliere
Dott. Fabrizio Ramacciotti - consigliere
Geom. Carlo Coccato - consigliere
Sig.ra Anna Palma Gasparrini - consigliere

 Segretario / Direttore

Dott. Maurizio Carlin

Lo statuto

Articolo 1 - Origine

Il Patronato San Pietro di Castello è stato istituito il 23 Luglio 1857 con decreto del Vicario Capitolare del Patriarcato di Venezia per i ragazzi vagabondi e viziosi.

L’Istituto Carlo Coletti venne fondato dall’abate Carlo Coletti nel 1870, e successivamente eretto in ente morale con Regio Decreto 8 novembre 1874, con lo scopo di ricoverare gratuitamente i fanciulli poveri, discoli, vagabondi o derelitti appartenenti al Comune di Venezia e di provvedere all’educazione fisica, morale, intellettuale, professionale e religiosa degli stessi.

L’Opera Pia ha origine in seguito al raggruppamento sotto un’unica amministrazione dell’Istituto Carlo Coletti e del Patronato San Pietro di Castello avvenuto in base allo specifico Regio Decreto del 10 Agosto 1922.

Con deliberazione n.3 del 3 marzo 1998 esecutiva per decorso del termine con cui è stato approvato il presente Statuto, è avvenuta la fusione della gestione amministrativa e contabile e del patrimonio dei due Istituti.

L’Opera Pia Istituti Riuniti Patronato di Castello e Carlo Coletti ha la propria sede in Venezia, S. Polo 1013
La variazione di sede non comporta modificazione statutaria.

Articolo 2 - Scopo

Le finalità dell’Opera Pia, adeguatamente aggiornate ed armonizzate in riferimento ai principi e disposizioni normative in materia di assistenza, perseguono gli obiettivi di solidarietà sociale volti a favorire l’inclusione sociale e la tutela di alcune categorie di persone che si trovino in condizioni di rischio o in situazioni di oggettiva difficoltà con particolare riferimento alle persone di minore età o giovani adulti. Alla luce delle mutate condizioni storiche e socioeconomiche di popolazione più deboli per condizioni di precarietà economica, per situazioni di difficoltà psicologica e sociale e di emarginazione, per situazioni di rischio o conclamata devianza minorile, nonchè nei confronti dei minori in condizioni di difficoltà relazionale e familiare e dei giovani a rischio d’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope o alcol.

A tali fini l’Ente promuove e sostiene la programmazione e gestione di iniziative finalizzate alla realizzazione delle seguenti attività:

 attività volte a favorire l’inclusione sociale e l’assistenza di persone di minore età in condizione di sofferenza psicologica e difficoltà sociale e relazionale anche mediante forme di assistenza materiale, psicologica e sociale, di sostegno alle famiglie o mediante l’inserimento in ambienti protetti (comunità alloggio, centro diurno, casa famiglia, comunità terapeutica);
 attività volte a favorire il raggiungimento di obiettivi educativi e formativi, con particolare riferimento all’acquisizione di valori civici, etici, morali e religiosi, svolte in ambito scolastico ed extra-scolastico a favore di minori e giovani studenti meritevoli fino al compimento del ventiseiesimo anno di età e che versino in condizioni di difficoltà economica e/o sociale, in particolare mediante l’assegnazione di borse di studio;
 attività di prevenzione ed assistenza in favore di giovani donne con figli minori in difficoltà per motivi legati alla loro condizione di genere, giuridica, psicologica, sociale ed economica;
 attività culturali e di sensibilizzazione rivolte agli operatori sociali, insegnanti e genitori sulle tematiche del disagio e della devianza giovanile, dell’uso problematico di sostanze stupefacenti o di alcol, nonchè sulle tematiche della famiglia e sui compiti educativi, come pure attività di approfondimento culturale e aggiornamento professionale per gli operatori del settore sulle tematiche in parola;
 attività didattiche ed educative a favore dell’infanzia al fine di promuovere una effettiva socializzazione ed integrazione sociale anche mediante l’attivazione di corsi, laboratori e servizi socio educativi;
 attività ludico-ricreative e sportive rivolte agli adolescenti e ai giovani adulti;
 attività di sostegno, anche economico, ai fini abitativi, volta a favorire il permanere nel Centro Storico Veneziano e nell’estuario degli inquilini di immobili ad uso residenziale di proprietà dell’Opera Pia Coletti.

Le suddette attività potranno essere svolte in forma autonoma e diretta dall’Opera Pia o in collaborazione o cogestione con enti pubblici e privati non aventi finalità di lucro.

Articolo 3 - Mezzi

L’Opera Pia Istituti Riuniti Patronato di Castello e Carlo Coletti si avvale prevalentemente delle risorse provenienti dalla gestione del proprio patrimonio immobiliare.

Può, inoltre, trarre mezzi da:

 Contributi di Enti Pubblici;
 Elargizioni, eredità, donazioni, liberalità, lasciti testamentari;
 Titoli di Stato, obbligazioni, azioni;
 Ogni altro tipo di introito derivante dalle attività e dai programmi istituzionali promosse dall’Opera Pia.

L’attività dell’Opera Pia può svolgersi in collaborazione, convenzione o mediante la partecipazione in società cooperative con altri soggetti sia pubblici che privati, che prevalentemente perseguano analoghe finalità.

Per poter meglio trarre i vantaggi economici e finanziari dalla gestione del complesso edilizio sito in Venezia Cannaregio 2991 si procederà ad istituire con separato provvedimento una società la cui composizione, attività e modalità di gestione sono demandate ad apposito regolamento.

Gli interventi e programmi saranno attivati preferibilmente per il territorio di Venezia Centro Storico e se di carattere continuativo, le modalità di attuazione e di gestione saranno oggetto di appositi regolamenti.

Articolo 4 - Patrimonio

Il patrimonio dell’Opera Pia è costituito dai beni mobili e immobili iscritti negli appositi registri degli inventari; nella fattispecie il patrimonio immobiliare è ordinato e gestito mediante un apposito sistema informatizzato.

Il valore complessivo dei beni alla data del 5 novembre 1997, certificato da perizia asseverata, è di lire 27.982.690.000 .

Le successive variazioni saranno registrate negli appositi registri degli inventari.

Articolo 5 - Organi

Sono organi dell’Opera Pia il Consiglio di Amministrazione, il Presidente, il Segretario/Direttore ed il Revisore dei conti.

Articolo 6 - Del Consiglio di Amministrazione Composizione, nomina, durata e decadenza

L’Opera Pia Istituti Riuniti Patronato di Castello e Carlo Coletti è retta da un consiglio composto da 5 componenti compreso il Presidente.

La nomina dei consiglieri spetta al Comune di Venezia; per la nomina si dovrà tener conto delle specifiche competenze in campo educativo, assistenziale, amministrativo e tecnico.

I componenti del Consiglio durano in carica cinque anni a far data dall’insediamento del Consiglio di Amministrazione e possono essere rinnovati.

Al soggetto cui è conferito il potere di nomina dei Consiglieri è vietata la loro revoca non sussistendo alcun rapporto di rappresentanza .

Le dimissioni presentate da un Consigliere sono poste all’ordine del giorno della prima seduta del Consiglio di Amministrazione per l’accettazione e per la contestuale richiesta di sostituzione.

Il Consigliere dimissionario rimane in carica sino all’assunzione dell’ufficio da parte del suo sostituto.

I Consiglieri che, senza giustificato motivo, non intervengono a tre sedute consecutive, decadono dalla carica.

La decadenza è deliberata dal Consiglio di Amministrazione che informerà il Comune di Venezia e la Regione Veneto per la conseguente immediata sostituzione.

Il Consigliere nominato in sostituzione di un altro dimissionario o decaduto dura in carica per il rimanente periodo del quinquennio.

Articolo 7 - Del Consiglio di Amministrazione Attribuzione e funzionamento

Il Consiglio di Amministrazione provvede ad amministrare l’Opera Pia ed al suo regolare funzionamento attraverso programmi e l’approvazione del Bilancio di previsione e quello consuntivo, forma i progetti dei regolamenti, promuove le modificazioni dello Statuto e dei regolamenti, assume, nomina, sostituisce i collaboratori ed il personale e delibera in genere su tutti gli affari che interessano l’Opera Pia.

I Consiglieri svolgono le loro funzioni gratuitamente; le spese occorrenti per l’espletamento del mandato sono sostenute direttamente dall’Opera Pia o saranno rimborsate se anticipate dagli Amministratori.

Il Consiglio di Amministrazione è validamente costituito con la presenza di almeno tre Consiglieri per l’ordinaria e straordinaria amministrazione dell’Opera Pia.

I consiglieri al loro interno eleggono un Presidente ed un Consigliere che, in caso di assenza o impedimento, sostituisce il Presidente.

Le deliberazioni per le seguenti materie devono essere adottate a maggioranza assoluta dei componenti:

Nomina del Presidente e del Consigliere che sostituisce il Presidente in caso di assenza o impedimento;
Nomina del Revisore dei conti;
Decadenza da Consigliere per assenze non giustifica
Approvazione dei regolamenti;
Atti di disposizione del patrimonio;
Ricorsi e azioni da promuovere e sostenere in giudizio nonchè le relative transazioni.

Le eventuali modifiche dello Statuto dovranno essere prese con la maggioranza di quattro voti su cinque.

Il Consiglio di Amministrazione si riunisce, in via ordinaria, almeno quattro volte all’anno ed è convocato dal Presidente, che lo presiede.

Qualora ne facciano motivata richiesta almeno due componenti, il Consiglio dovrà essere convocato entro i quindici giorni successivi.

L’ordine del giorno dovrà pervenire ai Consiglieri almeno cinque giorni prima della seduta; in caso di riunione di carattere straordinario il termine può ridursi ad un giorno.

Le deliberazioni vengono adottate con voto palese; si procede a voto segreto quando si tratta di questioni concernenti persone.

A parità di voti la proposta di deliberazione si intende respinta.

Per la validità delle riunioni non è computato chi, avendo interesse, non può partecipare alle deliberazioni.

Al termine della seduta vengono raccolte le firme del Segretario/Direttore e dei Consiglieri presenti.

Con apposito regolamento si procederà a normare gli adempimenti concernenti e conseguenti alle sedute del Consiglio di Amministrazione.

Articolo 8 - Il Presidente - Compiti

Il Presidente ha la legale rappresentanza dell’Opera Pia con tutti i poteri attinenti l’ordinaria amministrazione della stessa ivi compreso quello di nominare procuratori determinandone le attribuzioni.

Il Presidente convoca e presiede il Consiglio di Amministrazione.

Il Presidente vigila sul rispetto dello Statuto e dei regolamenti; coadiuvato dal Segretario/Direttore cura l’esecuzione delle deliberazioni adottate dal Consiglio di Amministrazione sovrintende al buon funzionamento degli uffici.

Predispone, inoltre, il programma da approvarsi con il bilancio di previsione nonchè la relazione morale da approvarsi in sede di bilancio consuntivo.

Al fine di tutelare l’Opera Pia in caso d’urgenza nonchè di garantire la regolare gestione e la continuità dell’indirizzo amministrativo, il Presente può adottare tutti i provvedimenti urgenti ed indifferibili, salvo sottoporli, entro 30 (trenta) giorni alla ratifica del Consiglio di Amministrazione.

Il Presidente può prendere iniziative, funzionali al perseguimento degli scopi statutari, con gli Enti pubblici e privati con i quali l’Opera Pia collabora o intendere stringere rapporti, salvo riferirne al Consiglio in tempo breve.

In caso di assenza o di impedimento del Presidente le sue funzioni saranno esercitate dal Consigliere di cui all’articolo 7.

Articolo 9 - Il Segretario/Direttore - Funzioni

Il Segretario - Direttore è nominato dal Consiglio di Amministrazione che, all’atto dell’incarico, ne determina le funzioni, compiti, responsabilità e compenso nel rispetto della legge e dello statuto .

Il Segretario -Direttore collabora con il Presidente nella preparazione dei programmi e degli atti, assiste alle sedute del Consiglio di Amministrazione con funzioni di verbalizzante e predispone gli atti sottoposti all’approvazione del Consiglio stesso. Provvede alla gestione dell’Opera Pia ed è responsabile del regolare e puntuale funzionamento dei servizi generali, vigila sul corretto perseguimento degli indirizzi statutari ed amministrativi dando esecuzione alle deliberazioni consiliari.

Il Segretario -Direttore è il responsabile del personale dipendente e dei collaboratori dell’Opera Pia, come definito da apposito regolamento.

Ogni atto, provvedimento, contratto, oltre alla firma del Presidente deve recare quella del Segretario- Direttore.

Il Segretario -Direttore è responsabile degli atti deliberati e sottoscritti nei soli riguardi della loro regolarità e conformità tecnica, amministrativa e finanziaria rispetto allo Statuto ed alla vigente normativa.

Articolo 10 - Il Revisore dei conti

Il Consiglio di Amministrazione, con le modalità di cui all’articolo 7, nomina biennalmente un Revisore dei conti scelto tra gli iscritti all’Albo dei Dottori Commercialisti o all’Albo dei Ragionieri. Con la deliberazione di nomina viene fissato anche il compenso del Revisore.

Il Revisore dei conti ha il compito di esaminare la contabilità e la relativa documentazione acquisendo, inoltre, tutti gli elementi e le informazioni utili mediante la collaborazione con il Segretario/Direttore.

Con apposite comunicazioni al Consiglio di Amministrazione può dare suggerimenti ed indicare accorgimenti per migliorare la funzionalità della gestione contabile.

In sede di presentazione per l’approvazione del Bilancio consuntivo, il Revisore riferisce al Consiglio di Amministrazione, con relazione scritta, della situazione economica, contabile e patrimoniale dell’Opera Pia.

Articolo 11 - Norme generali di Amministrazione

Il Servizio di Tesoreria e di Cassa è affidato ad un Istituto Bancario con deliberazione del Consiglio di Amministrazione.

I rapporti con il Servizio di Tesoreria e di Cassa sono curati dal Segretario/Direttore.

I mandati di pagamento e gli ordinativi d’incasso devono, per costituire titolo di scarico per il Tesoriere, essere muniti della firma del Segretario/Direttore.

Le attribuzioni e le mansioni del personale dipendente e dei collaboratori, per lo svolgimento della attività proprie dell’Opera Pia, sono fissate da apposito regolamento.

Presso la Sede dell’Opera Pia è istituto apposito albo per la pubblicazione di tutti gli atti adottati dal Consiglio di Amministrazione.

Storia

Introduzione

La storia dell’ Istituto Coletti ebbe inizio nel 1870, per volere dell’abate Carlo Coletti.

Nonostante le innumerevoli avversità, l’opera di questo ente non si è mai interrotta, pur dovendo mutare forma in alcune occasioni.

Comunque, lo spirito del Coletti che diede impulso per la fondazione dell’omonimo istituto, perdura ancora oggi nella sua attività quotidiana.

L’origine

E’ tra le numerose iniziative benefiche, spontaneamente sorte all’indomani degli avvenimenti che portarono il Veneto unito all’Italia, che si colloca l’iniziativa dell’abate Carlo Coletti di fondare un Istituto per i giovani vagabondi, discoli e derelitti.

Sin dalla sua fondazione, le offerte continuano ad arrivare garantendo così continuità alla vita dell’Istituto che nel tempo si è dotato di un insegnante elementare e di un sacerdote per perseguire sempre più efficacemente il fine che consisteva nel “fare amare la Religione e la Patria” ergendosi nel contempo a modello educativo all’avanguardia, in relazione ai tempi, in Venezia. Frequenti sono le visite delle autorità pubbliche, sia comunali che statali; non sono solo visite di cortesia ma, anzi, possono essere inquadrate come degli avvicinamenti e dei contatti per verificare i risultati conseguiti fra i giovani ospiti che porteranno nel settembre del 1871 alla stipula di una convenzione con il Governo Italiano.

Altri finanziamenti, legati all’incremento dell’attività, giungono da patrizi veneziani come pure dei sussidi vengono deliberati dal Consiglio provinciale di Venezia che li finalizza all’efficienza dell’azione di recupero e di reinserimento di questi giovani nella società civile come onesti e laboriosi.

L’affermazione dell’Istituto

L’eco di quanto si sta facendo per questi giovani, arriva sino a Padova.

A Venezia, intanto, per coloro i quali l’attività artigiana è di difficile apprendimento viene proposta l’apertura di una colonia agricola; questa idea incontra ostacoli insormontabili, in special modo di natura amministrativa e burocratica come pure economica, e non si riesce a realizzarla.

La carità evangelica e le difficoltà economiche come anche dei nemici occulti accompagnarono il Coletti, tra successi e qualche insuccesso, nella sua breve vita. Ma la dinamicità profusa dal fondatore e la sua impronta, del tutto particolare per quel periodo, portano l’Istituto ben oltre ogni rosea aspettativa riguardo al raggiungimento dei traguardi formativi e di recupero dei giovani ospiti.

La morte dell’abate Coletti

La peste che colpisce venezia nel 1873, il 19 agosto ha tra le sue vittime anche l’abate Coletti.
“La Gazzetta di Venezia” il giorno stesso esce con un supplemento dedicato interamente al sacerdote scomparso all’età di trent’anni.

Il timore che il Pio Istituto potesse assumere indirizzi diversi da quello stabilito aveva portato il Coletti a nominare suo padre quale successore nell’Opera pia disponendone la chiusura nel caso di ingerenze di tipo direzionale da parte della municipalità o del governo.

Per la continuità dell’attività, su indicazione del professor Crovato direttore della scuola e stretto collaboratore del Coletti, si forma un Consiglio di Amministrazione che, agli inizi del 1874, trovandosi a gestire circa duecento giovani, per i quali necessitavano enormi mezzi finanziari di difficile reperimento, va inevitabilmente incontro ad una crisi con conseguenti richieste di scioglimento della fondazione e di collocazione dei giovani presso altri istituti come gli Artigianelli e il Patronato di Castello. La prestigiosa sede fino ad allora occupata viene abbandonata e i ragazzi, la cui assistenza è affidata ai padri orioniti, trasferiti nella caserma Santa Giustina. La crisi è superata grazie all’intervento delle autorità civili e militari veneziane: nello stesso anno con Regio Decreto datato 8 novembre l’Istituto viene eretto in Ente Morale sancendo in tal modo la personalità giuridica del Consiglio di Amministrazione composto da nove membri, tutti di nomina pubblica, ossia cinque di promanazione comunale e quattro provinciale mentre, come ricordato, l’eredità morale strettamente legata all’educazione religiosa è lasciata ai padri di Don Orione. Nella caserma Santa Giustina i numerosi giovani oltre a imparare a leggere e scrivere “seppero formare addirittura una banda musicale che per molti anni fu un complesso tra i migliori di Venezia”.

L’aiuto delle autorità

Nuova linfa vitale per il futuro dell’opera iniziata dall’abate Coletti viene in seguito all’apertura del testamento del conte Girolamo Balbi Valier, dopo la sua morte avvenuta il 3 gennaio 1875. La somma di 343.600 Lire permise all’Istituto di uscire dalla provvisorietà e di dotarsi di un’organizzazione organica stabile ed infine di lasciare la caserma Santa Giustina per il palazzo patrizio di Cà Moro, immobile situato nella zona occidentale di Venezia, avente l’architettura di un castello, dove nello spazio di pochi mesi l’amministrazione impianta la scuola, la palestra, le officine di fabbro, di falegname, di indoratore, la tipografia e restaura quella che era la cappella padronale. Tutto questo però è occasione di spese straordinarie e di aggravi non indifferenti e la necessità di rientrare dei costi compromette e snatura i fini voluti dal Coletti. Verso la fine del secolo, in base alla ricordata Convenzione del 1871 con il Governo, nell’Istituto, ora diretto con sistemi militari, vengono ammessi corrigendi e rifugiati provenienti da ogni parte d’Italia e non solo i ragazzi di Venezia e provincia.

Perde in questo modo le simpatie e i contributi della cittadinanza, divenute insufficienti le rette stabilite con il Governo per ogni allievo e soprattutto essendo la situazione in generale non più rispondente agli ideali auspicati dal fondatore, si arriva alle dimissioni del Consiglio di Amministrazione nel dicembre 1911.

Il primo conflitto mondiale

Nel periodo prebellico la Convenzione con il Governo non viene più rinnovata e nel frattempo il complesso edilizio sede del Pio Istituto e la stessa vita interna peggiorarono rapidamente; lo scoppio del primo conflitto mondiale vede l’Istituto come altre istituzioni veneziane profughe a Pisa.

Dopo la vittoria del 1918, al rientro da Pisa, gli allievi, a causa delle pessime condizioni del collegio, sono ospitati nella sede del Patronato di Castello che si trova nelle medesime condizioni economiche e finanziarie. I rappresentanti dei due enti sono protagonisti di tre anni di trattative che portano in un primo tempo alla riunione di fatto dei due istituti e poi, nell’agosto del 1922, al riconoscimento ufficiale del raggruppamento con Regio Decreto. La sede di Palazzo Moro a San Girolamo, rimessa a nuovo, sotto la guida dei padri Salesiani, impostata secondo le norme moderne di Don Bosco, è pronta ad accogliere non più corrigendi provenienti da ogni dove ma, nuovamente, solo ragazzi veneziani di ogni ceto sociale.

L’istituto verso e durante la seconda guerra mondiale

Questo è un periodo di transizione per l’istituto, del quale possediamo poche testimonianze storiche concrete.

La ripresa dopo l’ultimo conflitto bellico

Il consiglio di amministrazione dell’Opera Pia subito dopo l’ultimo periodo bellico 1940-45 non fu, più, nominato dalle Autorità Civili, perchè esso diventò un organo deliberativo, politico e quindi la sua nomina diventò di pertinenza del Consiglio Comunale di Venezia, norma questa in vigore a tutt’oggi.

Come per il passato ancora nel 1965 l’Istituto ospitava quattro scuole e relative attrezzature tecniche con l’indirizzo tradizionale di arti e mestieri e tutto l’aspetto didattico dell’Istituto era gestito dai RR.PP.Salesiani che godevano della gratuità dell’immobile purchè fosse adibito a scopi educativi e ricreativi della gioventù, gestendo contemporaneamente anche la parte amministrativa dell’organizzazione.
Successivamente, durante la Presidenza del comm. F. Caputo si abbattè una struttura del vecchio complesso e si costruì una nuova fiancata al primitivo edificio del 1875. L’insieme dell’opera fu realizzata secondo le più recenti direttive tecniche e scolastiche in modo da offrire agli allievi il massimo del comfort: laboratori tecnici, sale da disegno, aule di studio e di ricerca studiate appositamente per tutte le esigenze. Inoltre avendo il consiglio di amministrazione elaborato uno studio statistico sulla popolazione del grande sestiere di Cannaregio e constatato che risultaava di ben 30.500 abitanti con una popolazione scolastica attiva di 2.600 unità, il Consiglio, tenendo presente il concetto di trasformazione della società, riuscì ad inserire nel piano particolareggiato anche un’area per attività sportive che assunse poi il nome di Centro Sportivo e Culturale Don Bosco. L’intero complesso fu inaugurato il 25 novembre 1972 alla presenza del Patriarca Card. Albino Luciani e dalle massime Autorità cittadine. Nel 1971 i Revv. PP. Salesiani, dopo alcune incomprensioni con il Consiglio di Amministrazione, lasciarono, dopo oltre mezzo secolo di nobilissima attività, l’Istituto Coletti e rientrarono tutti nella propria Sede. Più avanti, nel 1975, con la nomina del nuovo Consiglio, fu stipulata una convenzione ventinovennale tra l’Opera Pia Coletti e la Curia Patriarcale di Venezia, rinnovando oltretutto i legami di amicizia precedentemente interrotti. Grazie a questa operazione, i Revv. PP. Salesiani ripresero nuovamente la conduzione e la gestione del Centro Sportivo e Culturale formando un unico corpo con il Patronato della Parrocchia di S. Girolamo. Attualmente queste attività ricreative vengono portate avanti e seguite, per la gioia dei ragazzi, direttamente dal parroco Rev. P. don Agostino Pierretti, e dai Revv.PP. don Giorgio Bottiselli e don Mario Ottoboni.
Ritornando all’anzidetto complesso scolastico con le sue validissime strutture moderne vi trovano sede da parecchi anni due prestigiosi Istituti tecnici Statali: “Enrico Fermi” e “Andrea Gritti”, gestiti direttamente dall’Amministrazione Provinciale di Venezia, la quale corrisponde per l’uso degli immobili un canone d’affitto annuo all’Amministrazione Coletti.
I vari Consigli di Amministrazione che si sono succeduti hanno avuto ed hanno un unico scopo: amministrare con serenità ed oculatezza, conservare e restaurare il patrimonio frutto di lasciti di Benefattori con un particolare riguardo alla crescita e all’educazione morale della gioventù, privilegiando la zona in cui è la sede, attraverso contatti con la parrocchia di San Girolamo, in nome dell’eredità morale dell’Abate Carlo Coletti che ne fece lo scopo principale della Sua breve esistenza terrena.

Recupero edilizio Ex-Coletti

LA STORIA

La parte del sestiere di Cannaregio in cui è situato il fabbricato oggetto del progetto di recupero costituisce un’area di urbanizzazione relativamente tarda rispetto al più antico nucleo della città di Venezia.

Solo dopo il XIV secolo si attuò in quella zona una grande opera di imbonimento di porzioni paludose, con conseguente rialzo delle superfici ed edificazione.

Secondo alcune testimonianze, nel corso dei secoli successivi su questi terreni vennero costruite le residenze dei Moro e fu fondato un monastero delle Cappuccine. Nel grande scoperto interno si trovava un orto, concesso in affitto dai Moro così come una buona parte delle residenze di loro proprietà.

Verso il 1700 la destinazione d’uso dell’area cambiò: i piani terra delle case diventarono botteghe e negli spazi retrostanti si effettuavano le attività di produzione. Qui si installò, inoltre, una cereria, che nell’800 venne sostituita da un impianto produttivo per la lavorazione dei panni.

Nel 1870, l’abate Carlo Coletti ebbe l’iniziativa di fondare un Istituto per i giovani vagabondi, discoli e derelitti al fine di assicurare loro un’educazione ed una formazione. Tale struttura venne collocata proprio in questo complesso e rimase per più di un secolo un istituto scolastico, recentemente sede degli istituti ex Algarotti ed ex Fermi, dismessi per scelta della Provincia.

Oggi è stato redatto un progetto che intende trasformare l’ex Istituto in un complesso residenziale e di Social housing.

IL PROGETTO

Il compendio immobiliare è costituito da 3 corpi di fabbrica (da ovest a est: corpo palestra, corpo Algarotti, corpo Fermi) all’interno dei quali si prevede la realizzazione di 71 unità abitative destinate a social housing, al fine di favorire l’insediamento abitativo dei nuclei familiari nel centro storico veneziano con canoni di locazione calmierati in accordo col dispositivo statutario dell’Opera Pia Coletti. Alcune delle unità immobiliari verranno locate con apposita convenzione con il Comune di Venezia che si è reso parte fattiva per l’approvazione del progetto, dichiarandolo di interesse comunale.

Nonostante il progetto conservi il più possibile le attuali strutture portanti dell’edificio, in particolar modo i solai, sono stati inseriti due nuovi corpi scala per ottenere una organizzazione degli spazi più razionale e fruibile; nel corpo di fabbrica della ex palestra è stato aggiunto un solaio, in quanto il piano primo è dotato di sufficiente altezza per la realizzazione di due piani.

Nell’ottica di dare un’identità abitativa al complesso e come da indicazioni della Soprintendenza, i fori finestra sono dotati di oscuri in legno, con eccezione del corpo Fermi, sul quale non è possibile l’installazione per l’ampia dimensione e per la reciproca vicinanza dei fori finestra.

Per quanto concerne l’efficienza energetica, occorre sottolineare l’attenta progettazione in ambito impiantistico:

Inoltre in estate sarà possibile recuperare il calore sottratto agli appartamenti raffrescati per produrre acqua calda sanitaria.

Estrema importanza è stata rivolta alla qualificazione dell’area esterna come richiesto dalla Soprintendenza. Il tracciato dei collegamenti pedonali considera tutte le variabili possibili dei movimenti dei residenti all’interno degli spazi pertinenziali creando percorsi che circoscrivono quattro aree verdi, una delle quali attrezzata con giochi.

Al centro dei percorsi viene valorizzata e protetta la preesistenza archeologica costituita dai resti di un fondato per la colata della cera; per questo manufatto è previsto un recupero filologico e sarà protetto da una superficie vetrata che poggerà su di una balaustra in acciaio.

GLI ACCESSI

Gli accessi al compendio immobiliare sono così previsti:

Dal momento che rientrano nelle finalità statutarie dell’ente tutte le attività di sostegno volte a favorire il permanere nel centro storico veneziano, l’Opera Pia Coletti, nella realizzazione e successiva gestione dell’intervento, intende coinvolgere il Comune di Venezia attraverso il convenzionamento per l’uso di una parte delle unità abitative ricavate, secondo la formula del social housing, ossia alloggi e servizi, con forte connotazione sociale,per coloro che non riescono a soddisfare il proprio bisogno abitativo sul mercato (per ragioni economiche o per assenza di un’offerta adeguata), cercando di rafforzare la loro condizione mediante l’offerta di alloggi in locazione a prezzo sostenibile per favorire la residenzialità nel centro storico di Venezia.

Centro Polifunzionale

AVVISO SPAZI POLIVALENTI DEL CENTRO POLIFUNZIONALE COLETTI
Si rende noto alla cittadinanza che è aperto il bando per le richieste di utilizzo degli spazi del “Centro Polifunzione Coletti”, per il periodo settembre 2016/giugno 2017.
La struttura è sita in Cannaregio 3001 – Venezia ed è costituita da:

  1. denominazione, natura, sede ed ogni eventuale recapito del soggetto richiedente;
  2. cariche sociali in essere;
  3. descrizione delle finalità sociali e descrizione sintetica delle attività svolte;
  4. descrizione delle esigenze di spazi e delle attività che vi si intendano attivare;
  5. descrizione dei beni immobiliari utilizzati (in proprietà, in locazione o ad altro titolo specificandone la relativa proprietà);
  6. numero degli associati;
  7. dichiarazione liberatoria per il trattamento dei dati personali o sensibili sottoposti alla normativa sulla privacy (legge 675/1996).
    Alla domanda devono essere allegate, nel caso non siano già state presentate con precedenti istanze:

Avvisi

AVVISI DI LOCAZIONE

Avviso di locazione San Polo 2576

modello istanza


Avviso di locazione Castello 4370

Quadro economico preliminare

planimetria

modello istanza


Avviso di locazione Cannaregio 2998

Quadro economico preliminare

planimetria


Avviso di locazione Cannaregio 3001

Quadro economico preliminare

planimetria

Avviso di alienazione
Avviso alienazione San Polo 1016 Venezia

A TUTTI I FORNITORI

Codice Ufficio

Uff_eFatturaPA

Codice Univoco Ufficio

UF5WW7

Nome Ufficio

Uff_eFatturaPA

Area Organizzativa

Regione

Veneto

Provincia

Venezia

Comune

Venezia

Indirizzo

San Polo, 1013

Cap

30125

Telefono

0412770606

Fax

0412775926

Indirizzo e-mail

segreteria@pec.istitutocoletti.it

Bando per 71 nuovi alloggi in affitto nel Centro storico di Venezia
L’Istituto Coletti, in accordo con il Comune di Venezia, destinerà al social housing i 71 nuovi alloggi, ristrutturati e presto pronti per essere affittati, dell’ex Complesso Coletti in Cannaregio 2991, favorendo i giovani e le giovani coppie che potranno risiedere in Centro storico a canone calcolato secondo i patti territoriali. In un contesto condominiale raccolto, gli alloggi messi a bando sono completamente ristrutturati e dotati di moderne tecnologie per il risparmio energetico: collettori solari per produrre acqua calda sanitaria, pannelli radianti e un sistema di riscaldamento e raffrescamento all’avanguardia.

La domanda per partecipare va presentata attraverso il sito del Comune di Venezia all’indirizzo https://portale.comune.venezia.it/bandi/accedi, previa registrazione e seguendo le apposite istruzioni per la compilazione della dichiarazione;

In alternativa, il modulo on line potrà essere compilato rivolgendosi presso gli uffici dell’Istituto Coletti siti a San Polo 1013 (Ruga Rialto) 30125 - Venezia.

RIFERIMENTI E CONTATTI:

e-mail: info.bando@istitutocoletti.it
telefono: 041 2775925

Archivio storico atti accessibili

N. in albo N.
Data atto Nome atto Data Inizio Data fine Sezione Categoria
12
2013 12
24-04-2013 prova 24-04-2013 25-04-2013 Avvisi Pubblici
11
2013 4839992/2013
18-03-2013 GARA N. 4839992/2013: Procedura aperta in due lotti per l’individuazione di una banca con la quale stipulare: a) un contratto per il servizio di tesoreria – CIG: 4934804914 b) un contratto di mutuo quindicennale con oneri di rimborso a carico dell’ente st 22-03-2013 22-05-2013 Avvisi Pubblici
13
2012 P. P. 11/2012
13-03-2012 Manifestazione di interesse 14-03-2012 24-04-2012 Avvisi Pubblici
12
2012 2012/3
01-02-2012 Avviso locazione magazzino/studio/ufficio ubicato in S. Polo Venezia 03-02-2012 04-03-2012 Avvisi Pubblici
11
2012 del. 32/2011
13-12-2011 Avviso pubblico incarico Revisore dei Conti 16-01-2012 14-02-2012 Avvisi Pubblici
11
2011 Del. 34/2011
13-12-2011 Selezione pubblica 20-12-2011 04-01-2012 Avvisi Pubblici
4
2010 Prot. n. 346
03-12-2010 Bando di gara a procedura aperta per la progettazione ed esecuzione dei lavori di recupero e trasformazione dell’ex complesso scolastico “COLETTI” a Venezia 03-12-2010 01-02-2011 Avvisi Pubblici
3
2010 Prot. n. 267
03-09-2010 Avviso locazione ufficio posto in S. Polo 2557 Venezia 06-09-2010 27-09-2010 Avvisi Pubblici
2
2010 P. P. 8/2010
23-02-2010 Avviso pubblico per conferimento dell’incarico di Coordinatore del Centro Polifunzionale Coletti 03-03-2010 18-03-2010 Avvisi Pubblici
1
2010 P. P. 5/2010
10-02-2010 Avviso pubblico conferimento dell’incarico di consulente legale triennio 2010-2013 11-02-2010 27-02-2010 Avvisi Pubblici
2
2009 Del. 5-2010
28-12-2009 Avviso incarico revisore dei conti 2010-2011 28-12-2009 12-01-2010 Avvisi Pubblici
1
2009 Prot. n. 342
02-11-2009 Avviso pubblico per la selezione di un direttore dei lavori per i lavori di recupero e trasformazione dell’ex complesso scolastico “Coletti” Venezia 04-11-2009 19-11-2009 Avvisi Pubblici
1
2008 Prot. n. 355
12-12-2008 Avviso pubblico per conferimento incarichi professionali 15-12-2008 29-12-2008 Avvisi Pubblici
2
2007 Prot. n. 357
10-12-2007 Avviso pubblico conferimento dell’incarico di consulente legale 12-12-2007 28-12-2007 Avvisi Pubblici
1
2007 Del. 1-2008
10-12-2007 Avviso incarico revisore dei conti biennio 2008-2009 10-12-2007 26-12-2007 Avvisi Pubblici

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Con riferimento ai procedimenti di cui al comma 16, lettera b), del presente articolo, le stazioni appaltanti sono in ogni caso tenute a pubblicare nei propri siti web istituzionali: la struttura proponente; l’oggetto del bando; l’elenco degli operatori invitati a presentare offerte; l’aggiudicatario; l’importo di aggiudicazione; i tempi di completamento dell’opera, servizio o fornitura; l’importo delle somme liquidate. Entro il 31 gennaio di ogni anno, tali informazioni, relativamente all’anno precedente, sono pubblicate in tabelle riassuntive rese liberamente scaricabili in un formato digitale standard aperto che consenta di analizzare e rielaborare, anche a fini statistici, i dati informatici. Le amministrazioni trasmettono in formato digitale tali informazioni all’Autorita’ per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, che le pubblica nel proprio sito web in una sezione liberamente consultabile da tutti i cittadini, catalogate in base alla tipologia di stazione appaltante e per regione. L’Autorita’ individua con propria deliberazione le informazioni rilevanti e le relative modalita’ di trasmissione. Entro il 30 aprile di ciascun anno, l’Autorita’ per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture trasmette alla Corte dei conti l’elenco delle amministrazioni che hanno omesso di trasmettere e pubblicare, in tutto o in parte, le informazioni di cui al presente comma in formato digitale standard aperto. Si applica l’articolo 6, comma 11, del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.