Nel periodo prebellico la Convenzione con il Governo non viene più rinnovata e nel frattempo il complesso edilizio sede del Pio Istituto e la stessa vita interna peggiorarono rapidamente; lo scoppio del primo conflitto mondiale vede l'Istituto come altre istituzioni veneziane profughe a Pisa.
Dopo la vittoria del 1918, al rientro da Pisa, gli allievi, a causa delle pessime condizioni del collegio, sono ospitati nella sede del Patronato di Castello che si trova nelle medesime condizioni economiche e finanziarie. I rappresentanti dei due enti sono protagonisti di tre anni di trattative che portano in un primo tempo alla riunione di fatto dei due istituti e poi, nell'agosto del 1922, al riconoscimento ufficiale del raggruppamento con Regio Decreto. La sede di Palazzo Moro a San Girolamo, rimessa a nuovo, sotto la guida dei padri Salesiani, impostata secondo le norme moderne di Don Bosco, è pronta ad accogliere non più corrigendi provenienti da ogni dove ma, nuovamente, solo ragazzi veneziani di ogni ceto sociale.
Testo tratto da "L'Istituzionalizzazione e la secolarizzazione della Pietas nel XIX secolo: Il Pio Istituto Coletti in Venezia", di Maurizio Carlin, 1999.